Orazio, Odi, I,1

cristiana caserta / La Grecia delle città
  • Created on 2019-01-01 15:07:43
  • Modified on 2019-01-02 14:32:48
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Latin
italiano
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Mecenate , disceso da avi regali ,
o tu che sei il mio presidio e la mia dolce gloria ,
vi sono alcuni a cui la polvere olimpica
piace aver sollevato col cocchio e la meta
scansata con le ruote infuocate e la nobile palma
li innalza agli dèi signori delle terre ;
a costui , se la folla dei mutevoli Quiriti
gareggia nell’innalzarlo con i triplici onori ;
quell’altro se nel proprio granaio accumula
tutto ciò che si raccoglie nelle aie libiche .
Colui che gode di arare i campi paterni
col sarchiello , giammai potresti smuoverlo ,
nemmeno a condizioni attaliche , per fendere
il mare Mirtoo su nave cipria , pavido marinaio .
Il mercante , temendol’Africo in lotta con i flutti icarii
loda l’ozio e i campi della sua città ; da poco ha risanato
le navi squassate , incapace di sopportare la povertà .
E vi è chi non disprezza di togliere una parte del giorno di lavoro con una coppa di Massico invecchiato ,
con le menbra distese ora sotto un verde arbusto ,
ora sotto una fonte di acqua sacra dal lieve mormorio .
A molti piacciono gli accampamenti e il suono
della tromba misto a quello del lituo ,
e le guerre detestate dalle madri .
Resta sotto il freddo cielo
il cacciatore dimentico della giovane moglie ,
sia che una cerva sia stata avvistata dai cani fedeli ,
sia che un cinghiale marsicano abbia rotto le reti intrecciate .
Me l’edera premio delle fronti dotte mescola
Agli dei superi , me il freddo bosco
e le lievi danze delle Ninfe cori con i Satiri
separano dal popolo , se Euterpe non costringe al silenzio le tibie , e Polimnia non si rifiuta di tendere il barbiton lesbio .
E se mi inserirai fra i poeti lirici
ferirò con l’alto capo le stelle .

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