Demostene, Terza Olintiaca, 23-27

cristiana caserta / oratoria
25: Ἑλληνικῶν (corrige "comuni", "con gli altri Greci"); delete "che nessuno dei posteri è stato in grado di superarli"
Ἑλληνική Transliterate
italiano
http://www.poesialatina.it/_ns/Greek/testi/Demosthenes/Olynthiaca_3.html
καίτοι σκέψασθ ' , ἄνδρες Ἀθηναῖοι , τις ἂν κεφάλαι ' εἰπεῖν ἔχοι τῶν τ ' ἐπὶ τῶν προγόνων ἔργων καὶ τῶν ἐφ ' ὑμῶν . ἔσται δὲ βραχὺς καὶ γνώριμος ὑμῖν λόγος · οὐ γὰρ ἀλλοτρίοις ὑμῖν χρωμένοις παραδείγμασιν , ἀλλ ' οἰκείοις , ἄνδρες Ἀθηναῖοι , εὐδαίμοσιν [ 24 ] ἔξεστι γενέσθαι . ἐκεῖνοι τοίνυν , οἷς οὐκ ἐχαρίζονθ ' οἱ λέγοντες οὐδ ' ἐφίλουν αὐτοὺς ὥσπερ ὑμᾶς οὗτοι νῦν , πέντε μὲν καὶ τετταράκοντ ' ἔτη τῶν Ἑλλήνων ἦρξαν ἑκόντων , πλείω δ ' μύρια τάλαντ ' εἰς τὴν ἀκρόπολιν ἀνήγαγον , ὑπήκουε δ ' ταύτην τὴν χώραν ἔχων αὐτοῖς βασιλεύς , ὥσπερ ἐστὶ προσῆκον βάρβαρον Ἕλλησι , πολλὰ δὲ καὶ καλὰ καὶ πεζῇ καὶ ναυμαχοῦντες ἔστησαν τρόπαι ' αὐτοὶ στρατευόμενοι , μόνοι δ ' ἀνθρώπων κρείττω τὴν ἐπὶ τοῖς ἔργοις δόξαν τῶν [ 25 ] φθονούντων κατέλιπον . ἐπὶ μὲν δὴ τῶν Ἑλληνικῶν ἦσαν τοιοῦτοι · ἐν δὲ τοῖς κατὰ τὴν πόλιν αὐτὴν θεάσασθ ' ὁποῖοι , ἔν τε τοῖς κοινοῖς κἀν τοῖς ἰδίοις . δημοσίᾳ μὲν τοίνυν οἰκοδομήματα καὶ κάλλη τοιαῦτα καὶ τοσαῦτα κατεσκεύασαν ἡμῖν ἱερῶν καὶ τῶν ἐν τούτοις ἀναθημάτων , ὥστε μηδενὶ τῶν ἐπιγιγνομένων ὑπερβολὴν λελεῖφθαι · ἰδίᾳ δ ' οὕτω σώφρονες [ 26 ] ἦσαν καὶ σφόδρ ' ἐν τῷ τῆς πολιτείας ἤθει μένοντες , ὥστε τὴν Ἀριστείδου καὶ τὴν Μιλτιάδου καὶ τῶν τότε λαμπρῶν οἰκίαν εἴ τις ἄρ ' οἶδεν ὑμῶν ὁποία ποτ ' ἐστίν , ὁρᾷ τῆς τοῦ γείτονος οὐδὲν σεμνοτέραν οὖσαν · οὐ γὰρ εἰς περιουσίαν ἐπράττετ ' αὐτοῖς τὰ τῆς πόλεως , ἀλλὰ τὸ κοινὸν αὔξειν ἕκαστος ᾤετο δεῖν . ἐκ δὲ τοῦ τὰ μὲν Ἑλληνικὰ πιστῶς , τὰ δὲ πρὸς τοὺς θεοὺς εὐσεβῶς , τὰ δ ' ἐν αὑτοῖς ἴσως διοικεῖν [ 27 ] μεγάλην εἰκότως ἐκτήσαντ ' εὐδαιμονίαν .
[ 23 ] Eppure , osservate , o Ateniesi , gli elementi di confronto che si potrebbe tracciare tra le azioni degli avi e le vostre . Il mio discorso sarà breve e a voi noto , perché è possibile aver successo servendosi di esempi non a voi estranei , o Ateniesi , ma che vi appartengono . [ 24 ] I nostri avi , che gli oratori non compiacevano e che non trattavano con affetto come costoro con voi , dominarono i Greci , con il loro consenso , per quarantacinque anni ; fecero confluire sull’acropoli più di diecimila talenti ; si sottometteva a loro il re di quello stato , come conviene che un barbaro sia sottomesso ai Greci ; combattendo in terra e in mare innalzarono molti e splendidi trofei , svolgendo di persona le operazioni militari ; soli tra gli uomini , lasciarono in eredità una gloria per le loro azioni superiore all’invidia . [ 25 ] Per quanto riguarda i rapporti comuni erano siffatti ; ma osservate come si comportavano in quelli relativi alla città stessa , sia in quelli pubblici che in quelli privati . A spese dello stato dunque costruirono per noi edifici e meraviglie di templi e di offerte votive in essi tali e tanti da non lasciar luogo alla superiorità da parte di alcuno dei posteri , che nessuno dei posteri è stato in grado di superarli . [ 26 ] Nella vita privata erano talmente moderati e attaccati al costume della città che la casa di Aristide , di Milziade e degli altri cittadini illustri del tempo , se qualcuno di voi sa quali siano , vede che non sono affatto più maestose di quelle dei vicini . Difatti , non amministravano gli affari della città per la propria ricchezza , ma ognuno pensava di dover accrescere il patrimonio comune . Per il fatto che si comportavano con lealtà nei rapporti con la Grecia , con devozione in campo religioso , con equità nelle relazioni interne , raggiunsero , com’è naturale , una condizione di notevole benessere .

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